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In Cristo che risorge, la vita trionfa per sempre.

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A. Lambert RIYAZIMANA

A. Lambert RIYAZIMANA

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IMG_20170415_232932L’umanità è sempre alla ricerca del senso di tutto ciò che esiste e che avviene nella storia universale e nella vita di ciascuna persona. Ogni popolo ha provato a dare la sua risposta. Noi cristiani questa notte celebriamo il centro della nostra fede. Senza di esso ogni speranza dell’uomo rimane infondata e illusoria. Cristo è risorto dai morti: questo è l’annuncio della salvezza che irrompe nella storia dell’intera umanità, ed è alla portata e a disposizione di chiunque voglia accoglierlo e farlo proprio.

Tra le letture proposte per questa veglia, non manca mai (anzi, non deve mancare) la liberazione dall’Egitto. Gli Israeliti camminarono sull’asciutto in mezzo al mare. Il passaggio del Mar Rosso è l’esperienza tipica dell’Intervento potente di Dio a favore del suo popolo. Per noi cristiani, questo è simbolo del passaggio di Cristo attraverso la morte e di ogni cristiano attraverso le acque del Battesimo, che introduce i credenti nel nuovo popolo di Dio, partorito da Cristo risorto come lo meditiamo nell’epistola ai Romani. È un testo tipico per la catechesi battesimale. L’evento salvifico della morte e risurrezione del Signore Gesù viene donato nel Battesimo e rivissuto da tutti coloro che credono in lui e passano dalla morte, frutto del peccato, alla vita nuova in Cristo.

È risorto e vi precede in Galilea.
L’evangelista Matteo narra la risurrezione dal punto di vista delle donne. Vanno al sepolcro per onorare un cadavere e invece incontrano prima un angelo e poi il Signore risorto. La gioia sostituisce la paura iniziale ed esse, le prime testimoni della risurrezione, ricevono l’incarico di essere anche le prime annunciatrici dell’evento più sconvolgente della storia: Cristo,  il crocifisso, è risorto.

A vederlo da vicino, il racconto di Matteo ha alcune caratteristiche che richiedono di essere notate. Insieme agli altri evangelisti situa gli avvenimenti della risurrezione nel mattino dopo il sabato. Solo lui però parla di un terremoto e fa vedere in azione l’angelo del Signore, che rotola la pietra sepolcrale e si siede su di essa. Utilizza questo modo per dire che la terra è teatro di un avvenimento sconvolgente, la morte è vinta, i sepolcri non saranno chiusi per sempre.

Lo spavento delle guardie è la diretta conseguenza di ciò che esse vedono, ma non ne saranno liberate, perché l’annuncio non è rivolto a loro. Anche le donne si spaventano, ma ricevono la rassicurazione tipica delle apparizioni con buone notizie: «Non temete». L’annuncio della risurrezione risuona come la notizia più bella della storia e Matteo ci tiene a sottolineare che è la realizzazione di ciò che Gesù aveva detto: “è risorto infatti, come aveva detto”.

Le donne sono quindi le prime testimoni della risurrezione, per questo sono invitate a rendersi conto che il sepolcro ? effettivamente vuoto, prima di ricevere il compito missionario: andare ad annunciare ai discepoli che Gesù è risorto. Il timore, che rimane nel cuore, non è più paura, ma una sensazione conturbante di aver avuto contatto con il divino. Però sul timore prevale la gioia, che mette loro le ali ai piedi, per portare al più presto la bella notizia agli apostoli. Le donne «con timore e gioia grande» volano per portare l’annuncio. Il mondo di oggi, che fa esperienza li morte in troppi modi diversi, ha bisogno della bella notizia della risurrezione di Cristo e nostra. Il Signore oggi manda noi a portarla alle persone che incontriamo.

L’incontro con Gesù le apre all’adorazione amorosa per il Maestro, che fino a poco prima ritenevano sconfitto e perduto i che invece rivedono nella gloria della sua risurrezione. Le parole del Signore contengono per i discepoli un ordine, quello di “andare in Galilea”, una promessa, perché “là lo vedranno” infine, un riconoscimento di loro come « fratelli », resi figli nel Figlio proprio dalla croce e dalla risurrezione.

Forse per tanti “cristiani”,  Cristo magari è risorto davvero, ma da questo non deriva la certezza di fede che anche noi risorgeremo. La radice o conseguenza di questa scarsa convinzione è l’idea consolidata che la vita umana appartiene solo a questo mondo. Però senza la nostra risurrezione, noi cristiani, se viviamo secondo il Vangelo, siamo gli uomini più stupidi della storia, secondo san Paolo. Ma Cristo è risorto veramente… Questo cambia qualcosa nella mia vita di oggi? È una notizia come tutte le altre?

 


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