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Il Cristianesimo è la religione della gioia. E se così non è per te, pensaci un pò.

La liturgia della quarta domenica di Avvento (Anno C) ruota attorno a un incontro : quello tra Maria, che porta in grembo Gesù, e sua cugina Elisabetta, che è in attesa del Battista. All’intera scena è sotteso un annuncio prorompente : Dio non è estraneo alla storia, ma entra in essa e vi entra come uomo, nascendo da una donna. Di frthe-visitationonte a questo annuncio la maschera delle grandi potenze terrene, in primis del peccato, cade e a tutto ciò che è piccolo e che ha sofferto a causa della giustizia è aperta la via deli gioia. Il profeta Michea annuncia la nascita del Messia nella città di Betlemme. L’insignificanza di questo modesto villaggio, contrapposta alla grandezza dell’evento che lo vede coinvolto, sottolinea la piccolezza della storia umana di fronte alla venuta del Figlio di Dio. Nella semplicità della scena e nella smisurata letizia descritte dall’evangelista Luca, la gioia con cui la Vergine aveva detto il suo «sì» al progetto
li Dio si trasmette prima alla cugina Elisabetta e a Giovanni,
il bambino ch’ella porta in grembo, poi a tutta l’umanità, cioè anche a noi.

Più volte si è ripetuto, in queste settimane, che l’Avvento è il tempo dell’attesa, il periodo in cui la liturgia con i suoi testi e le sue orazioni, come anche con le letture proposte dal lezionario, orienta la nostra meditazione nella (suite…)

Dio mantiene le sue promesse. Chiede collaborazione nel suo disegno di salvarci.

the-visitationTutta l’umanità attende la salvezza, che solo Dio può realizzare. Ma Eli non fa tutto da solo, chiede a Maria di collaborare con Lui, per la venuta del Messia. È questo lo stile di Dio: permette e realizza, ma chiede accoglienza e collaborazione. Maria ha detto sì; la Chiesa cerca di seguire il suo buon esempio. Ciascuno di noi è invitato a fare altrettanto. È questo il senso dell’antifona di ingresso di oggi che riprende le parole del profeta Isaia dicendo: “Stillate dall’alto, o cieli, la vostra rugiada e dalle nubi scenda a noi il Giusto; si apra la terra e germogli il Salvatore”. Può ben celebrare l’Incarnazione di Cristo solo chi si rende disponibile a essere il suo corpo visibile nel nostro tempo.

Dio fa il primo passo, ci precede.
Ragionando con la propria testa, il profeta Natan attribuisce a Dio un’approvazione a Davide, che viene in poi smentita. La disponibilità a collaborare al progetto di Dio non deve mai farci dimenticare che Egli compie il primo passo per “mendicare” la nostra mano. Pur approvando l’idea e il desiderio di Davide, Dio gli ricorda che (suite…)

Ku wa 19 Ntwarante: Yozefu Mweranda, Umukunzi wa Bikira Mariya.

IGISOMWA CA MBERE

Ivyo dusoma mu gitabu ca kabiri ca Samuweli  (7, 4-5a. 12-14a. 16)

Umukama Imana azomuha ingoma ya se wiwe Dawudi

Muri iryo joro nyene, ijambo ry’Umukama rishikirizwa Natani, riti : « Genda ubwire umusavyi wanje Dawudi uti : Niwamara kumara urw’abagabo, ukaja gusanga ba sogokuru bawe bahise, nzobungabunga akaryango k’uruvyaro rwawe, nongere nkomeze ingoma yarwo. Uwuzoba yamuka kuri wewe, ni we azokwubakira izina ryanje ingoro, nanje ndamukomereze imisi yose intebe y’ubwami bwiwe. Nzomubera se, na we ambere ikibondo. Umuryango wawe n’ubwami bwawe bizoramba mu maso yanje na ntaryo ; intebe yawe izohangama gushika no ku nyoni y’ici. »

Izaburi 88 (89), 2-3. 4-5. 27. 29

Icit : Umuryango wiwe uzokwamaho imyaka yose.

Urukundo rwawe, Mukama, ndaruririmba ubudahengeshanya,
inzaruka zose nzozimenyesha ko uzira guhemuka.
Erega navuze nti : « Urukundo rwawe ruravyagiye ubutakihava ;
mw’ijuru niho washinze ingingo yawe izira guhemuka. »

« Twagize ubumwe twe n’uwo nitoreye, (suite…)

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